Terremoto: la vita è cominciare, sempre

Scrittori come Pavese e poeti come Ungaretti ci possono dare una mano a riflettere su ciò che è successo in centro Italia

Oggi, 27 agosto 2016, si celebrano i primi funerali di Stato delle vittime del terremoto del centro Italia. Oggi, proprio sessantasei anni fa, il 27 agosto 1950, moriva Cesare Pavese.

“L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre ad ogni istante.”

– Cesare Pavese –

In una sola frase Pavese riesce a descrivere la situazione permanente dell’uomo. Sin dall’antichità, fino ad oggi. Fino alla prima guerra mondiale. Fino alla seconda guerra mondiale. Fino al 24 agosto 2016. Pavese con una frase – ma anche con ogni altra sua opera – si slega dalle contingenze e si lega alla natura umana, alla vita umana. È per questo motivo che autori come Pavese vanno studiati a scuola.

La vita è cominciare, di continuo. Quelle 250 persone portate in salvo dai soccorritori cominceranno di nuovo, ri-cominceranno la loro vita. In modo diverso. Senza casa per la maggioranza.

Così Pavese ci avverte sulla nostra vita, sulla vita di tutti, usando meravigliosamente come fonte la sua esperienza di vita. Ed è un dono, il suo. È un dono come lo è quello di tutti gli scrittori, di tutti i pittori, di tutti gli artisti. Soprattutto se con il loro lavoro si slegano dalle contingenze. Allora sì che, poi, verranno per sempre ricordati. Perché a quel punto saranno arrivati all’essenza. Quella non cambia mai, neppure col tempo. Lo hanno fatto tutti quegli autori che si studiano a scuola. Mi viene in mente Ungaretti, solo per nominarne uno. Proprio Ungaretti che con la sua poesia “San Martino del Carso” descrive perfettamente ciò che è accaduto nel centro Italia il 24 agosto e ciò che è accaduto, di conseguenza, alle persone quando hanno sentito o addirittura vissuto quest’esperienza. Nessuna croce manca nel mio – nel nostro – cuore. E nel cuore di Ungaretti.


San Martino del Carso – Ungaretti

” Di queste case

non è rimasto

che qualche

brandello di muro



Di tanti

che mi corrispondevano

non è rimasto

neppure tanto



Ma nel cuore

nessuna croce manca



È il mio cuore

il paese più straziato “




Nonostante sia difficile, soprattutto per i diretti interessati, la vita ricomincia (per chi ha avuto la possibilità di salvarsi o essere salvato).  Ricomincia e, inevitabilmente, come affermava il filosofo e sociologo Karl Popper, si incontreranno altri problemi. Esigui o più pesanti, non importa. La vita è risolvere problemi e grazie a questi si impara. Nel primo articolo sul terremoto che ho scritto ho proprio parlato di come sia difficile ma allo stesso tempo importante trovare qualcosa da imparare anche da avvenimenti catastrofici del genere. Nonostante fosse difficile, ci ho provato e ci sono riuscito.(puoi leggere l’articolo cliccando sul seguente collegamento: Terremoto: cosa possiamo imparare).

Autore: Michele Grotto

Michele Grotto sogna un mondo in cui l’intelligenza emotiva e la comunicazione efficace con se stessi e con gli altri siano abilità accessibili a tutti, in quanto fondamentali, basilari e utilissime in qualsiasi ambito della nostra vita. Sin da giovanissimo, Michele si è reso conto dei limiti del sistema scolastico riguardanti soprattutto quelle importanti abilità trasversali – soft skills – che possono fare davvero la differenza nella nostra vita. Dal lavoro alla gestione delle emozioni, passando ovviamente per le relazioni personali. Michele, grazie alla sua instancabile curiosità per ogni cosa (tanti, infatti, i suoi hobby: il calcio, il tennis, poi le lezioni di chitarra, i corsi di fotografia e quelli di scrittura, e così via), aveva toccato con mano queste nozioni trasversali con la lettura di diversi libri già ai tempi delle scuole medie. In ogni caso, si trattava di una conoscenza un po’ fine a se stessa, non abbastanza approfondita e poco messa in pratica. È proprio per questo motivo che Michele, all’età di soli 18 anni, ha subito deciso di intraprendere un percorso di formazione extra-scolastico in grado di fornirgli tutte queste utili nozioni orizzontali, per poter accompagnare al meglio le nozioni verticali, ovvero specifiche, che aveva imparato al liceo e che avrebbe imparato, di lì a breve, all’università. In questo modo, Michele ha appreso importanti abilità pratiche nel campo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), del coaching e dell’intelligenza linguistica direttamente dai più grandi esperti di livello nazionale ed internazionale. Inoltre, durante questo percorso di formazione, Michele ha incontrato e conosciuto Marco, con il quale poi ha deciso di creare il blog “Catena di Pensaggio” Ora Michele ha 19 anni e studia ‘Philosophy, International and Economic Studies’, un corso di laurea interdisciplinare interamente insegnato in inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. In più, è già Master Practitioner in PNL, è Licensed NLP Life Coach ed è iscritto all’Associazione Professionale Nazionale del Coaching.

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