La generazione web e le “FAST NEWS”

Le influenze negative dei social network sulla ‘generazione web’: i webeti di E. Mentana, le “fast news” e le bufale

Senza dubbio internet e in particolare i social network hanno cambiato la nostra vita. Per tanti versi in positivo. Basta pensare a come è facile, oggigiorno, tenersi in contatto con persone che vivono dall’altra parte del mondo, pubblicizzare la propria azienda, informarsi e rimanere aggiornato sulle notizie dell’ultimo minuto oppure conoscere altri punti di vista leggendo più opinioni su un certo evento o su un certo tema, magari attraverso un blog. Sono solo alcune delle inestimabili conseguenze positive dell’avvento di internet.
Tuttavia ci sono anche conseguenze negative. Una di queste, cioè quella su cui voglio soffermarmi in questo post, è che la mia generazione, che vive da protagonista l’epoca dei social, è talmente immersa in questa “dimensione social” che i veri rapporti umani vengono meno. Non solo, ma, oltre ai rapporti umani, vengono meno anche i rapporti fra se stessi e il presente. 

1- I RAPPORTI UMANI

I rapporti sembrano più facili con i social network come Facebook e Twitter, ma anche con Whatsapp. Non è come una chiacchierata al bar o in sala d’attesa dal dentista, durante la quale si è reattivi e si risponde prontamente all’interlocutore. Infatti i social sono caratterizzati anche dalla possibilità di riflettere di più: non si è tenuti a rispondere subito a un post, a un commento o a un messaggio: si ha tutto il tempo per ragionarci su. Nonostante ciò troppe persone finiscono per riflettere ancor meno che nella vita reale. Che paradosso, non è vero?  Non a caso Enrico Mentana ha definito queste persone “webeti“, sintetizzando le parole ‘web’ ed ‘ebeti’. Ovvero chi, navigando nel web, soprattutto nei social, parla, o meglio, scrive, ancor prima di pensare; chi abbocca passivamente alle bufale, senza farsi troppe domande; chi è vittima ma allo stesso tempo causa dell’informazione spazzatura. Questi comportamenti sono forse la conseguenza negativa principale dei social network.

          1.1 – ‘FAST NEWS’

L’argomentazione che molte volte si sente esporre da molta gente è “Guarda che è vero: l’ho letto su Facebook!”. Non sapendo, però, che Facebook è un bacino colmo di informazione spazzatura. Una tipologia di notizie che mi viene da definire così: ‘Fast news‘. Fast, ovvero veloce, come il cibo spazzatura, il ‘fast food’. Notizie veloci (sia da leggere che da scrivere), straordinariamente efficaci a strappare like e click, che mirano alla pancia dell’italiano medio. Essendo veloci sono inevitabilmente anche prive di approfondimento e di verifica delle fonti: inaffidabili. Ciò che accomuna tutte queste ‘Fast news’ è che – lo ripeto – sono prive di approfondimento, termine che non piace affatto all’italiano medio. D’altronde è molto meglio vivere in superficie senza fare la fatica di capire se le cose stanno veramente così, o no?

2- VIVERE IL PRESENTE

Un’altra conseguenza negativa dei social è il distacco dalla realtà che questi provocano. Noi protagonisti dell’epoca social fatichiamo a vivere il presente e ad apprezzarlo per quello che è. Stiamo perdendo la capacità di guardare fuori dal finestrino senza cuffiette, musica e smartphone mentre viaggiamo. Stiamo diventando sempre più incapaci di fare a meno di controllare costantemente la nostra bacheca di Facebook. Non siamo più in grado di fermarci di fronte alla bellezza, di fronte a un campo di girasoli oppure di fronte a un quadro o ad una bella foto. Anzi, forse mi sbaglio. Sì, perché non è vero che non ci fermiamo davanti a un bel paesaggio. Ci fermiamo, eccome. Ci fermiamo giusto il tempo di scattare una foto per Snapchat. Altro tema interessante, quello di Snapchat. Infatti si è giunti a un livello di incapacità di vivere il presente che addirittura riprendiamo quest’ultimo con lo smartphone e lo pubblichiamo sul web all’istante, invece di viverlo pienamente. È una contraddizione incredibile. Anziché fermarci, riflettere e apprezzare quel momento, lo condividiamo su internet! In sostanza stiamo barattando – di continuo – dei miseri ‘like’ sul web con attimi di vita che, una volta passati, non torneranno mai più…

 


 

Per una sintetica ed efficace mappa contettuale sui “webeti” clicca sul seguente link

https://mobile.twitter.com/officialCMblog/status/771428569008443392

 

 

 

Autore: Michele Grotto

Michele Grotto sogna un mondo in cui l’intelligenza emotiva e la comunicazione efficace con se stessi e con gli altri siano abilità accessibili a tutti, in quanto fondamentali, basilari e utilissime in qualsiasi ambito della nostra vita. Sin da giovanissimo, Michele si è reso conto dei limiti del sistema scolastico riguardanti soprattutto quelle importanti abilità trasversali – soft skills – che possono fare davvero la differenza nella nostra vita. Dal lavoro alla gestione delle emozioni, passando ovviamente per le relazioni personali. Michele, grazie alla sua instancabile curiosità per ogni cosa (tanti, infatti, i suoi hobby: il calcio, il tennis, poi le lezioni di chitarra, i corsi di fotografia e quelli di scrittura, e così via), aveva toccato con mano queste nozioni trasversali con la lettura di diversi libri già ai tempi delle scuole medie. In ogni caso, si trattava di una conoscenza un po’ fine a se stessa, non abbastanza approfondita e poco messa in pratica. È proprio per questo motivo che Michele, all’età di soli 18 anni, ha subito deciso di intraprendere un percorso di formazione extra-scolastico in grado di fornirgli tutte queste utili nozioni orizzontali, per poter accompagnare al meglio le nozioni verticali, ovvero specifiche, che aveva imparato al liceo e che avrebbe imparato, di lì a breve, all’università. In questo modo, Michele ha appreso importanti abilità pratiche nel campo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), del coaching e dell’intelligenza linguistica direttamente dai più grandi esperti di livello nazionale ed internazionale. Inoltre, durante questo percorso di formazione, Michele ha incontrato e conosciuto Marco, con il quale poi ha deciso di creare il blog “Catena di Pensaggio” Ora Michele ha 19 anni e studia ‘Philosophy, International and Economic Studies’, un corso di laurea interdisciplinare interamente insegnato in inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. In più, è già Master Practitioner in PNL, è Licensed NLP Coach ed è iscritto all’Associazione Professionale Nazionale del Coaching.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...