Perché la pubblicità riesce a manipolarci?

La pubblicità, ogni giorno, ci manipola. Spesso non ce ne accorgiamo. Perché?

Un po’ più indentro, sotto la pelle, oltre le ossa, nel cuore e nel cervello non scorre solo sangue. Cuore e cervello sono fatti anche di storie. Siamo quello che siamo perché conteniamo delle storie. Siamo dei ladri di storie. Ma siamo anche dei donatori di storie. Ogni giorno della nostra vita, una storia nuova.

Cosa intendo per storia? Ogni persona ne ha una che raccoglie in sé vari pezzetti di storie di persone incontrate, fisicamente o meno, durante la propria vita. La storia del/della prof del liceo, del vicino, dell’amico di sempre, del fruttivendolo sotto casa o di uno scrittore, leggendo un suo libro, oppure di un filosofo, studiando il suo pensiero, oppure di un cantautore, ascoltandolo. Io, in cambio, dono un po’ di me. Un frammento della mia vita a chi incontro sulla mia strada.

Una storia, come un’opinione o un’idea, se scambiata fra due individui fa crescere. Entrambi crescono, entrambi conoscono qualcosa di nuovo, perché una storia non è come una moneta che, scambiata con un’altra dello stesso valore, non fa guadagnare nulla a nessuno. Una storia, invece, è vita. È impalpabile, al contrario della moneta. E arricchisce, molto più di una moneta!

E la mia storia di quali altre storie è composta, di preciso? Tante, come tutte le storie. Di sicuro – e vale per tutti, nessuno escluso – è composta soprattutto dalla storia di chi mi ha cresciuto. Quindi i miei genitori, ma anche i miei fratelli. Anche le maestre delle elementari e i prof delle medie e quelli delle superiori. E, in parte, anche qualsiasi persona abbia incontrato anche per pochi secondi e mi abbia trasmesso qualcosa.

Nasciamo, cresciamo, moriamo circondati da storie. È un dato di fatto. Le storie hanno un ruolo fondamentale nella nostra vita. E l’uomo trae vantaggio da questa sua caratteristica approfittandosene dei suoi simili.  Un esempio? La pubblicità. Siamo dentro le storie, per natura. E per natura abbiamo bisogno di sapere come vanno a finire. Altrimenti proviamo un certo senso di incompiutezza. Allora ecco lo storytelling usato dai pubblicitari, che fa leva sulle storie e sul loro effetto su di noi. Non riusciamo neanche a tenere il conto di quante volte la pubblicità ci manipoli durante una giornata. Il più delle volte che ci riesce, noi ne siamo inconsapevoli. In TV, sugli autobus, in stazione, sui cartelloni in centro città, nei centri commerciali:  siamo circondati da pubblicità. Il fatto è che le storie sono così tanto penetranti che sono quasi indomabili per noi umani, quindi la pubblicità ecco come funziona bene. Funziona eccome.

Autore: Michele Grotto

Michele Grotto sogna un mondo in cui l’intelligenza emotiva e la comunicazione efficace con se stessi e con gli altri siano abilità accessibili a tutti, in quanto fondamentali, basilari e utilissime in qualsiasi ambito della nostra vita. Sin da giovanissimo, Michele si è reso conto dei limiti del sistema scolastico riguardanti soprattutto quelle importanti abilità trasversali – soft skills – che possono fare davvero la differenza nella nostra vita. Dal lavoro alla gestione delle emozioni, passando ovviamente per le relazioni personali. Michele, grazie alla sua instancabile curiosità per ogni cosa (tanti, infatti, i suoi hobby: il calcio, il tennis, poi le lezioni di chitarra, i corsi di fotografia e quelli di scrittura, e così via), aveva toccato con mano queste nozioni trasversali con la lettura di diversi libri già ai tempi delle scuole medie. In ogni caso, si trattava di una conoscenza un po’ fine a se stessa, non abbastanza approfondita e poco messa in pratica. È proprio per questo motivo che Michele, all’età di soli 18 anni, ha subito deciso di intraprendere un percorso di formazione extra-scolastico in grado di fornirgli tutte queste utili nozioni orizzontali, per poter accompagnare al meglio le nozioni verticali, ovvero specifiche, che aveva imparato al liceo e che avrebbe imparato, di lì a breve, all’università. In questo modo, Michele ha appreso importanti abilità pratiche nel campo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), del coaching e dell’intelligenza linguistica direttamente dai più grandi esperti di livello nazionale ed internazionale. Inoltre, durante questo percorso di formazione, Michele ha incontrato e conosciuto Marco, con il quale poi ha deciso di creare il blog “Catena di Pensaggio” Ora Michele ha 19 anni e studia ‘Philosophy, International and Economic Studies’, un corso di laurea interdisciplinare interamente insegnato in inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. In più, è già Master Practitioner in PNL, è Licensed NLP Life Coach ed è iscritto all’Associazione Professionale Nazionale del Coaching.

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