PORDENONELEGGE, perle di Diamanti e Niola.

Ilvo Diamanti e Marino Niola, a PordenoneLegge 2016, parlano dei loro libri e di comunicazione. Il titoli della loro conferenza è, non a caso, “Dimmi come comunichi e ti dirò chi sei”.

“Dimmi come comunichi e ti dirò chi sei”: in occasione del festival PordenoneLegge l’incontro si è tenuto presso Palaprovincia Largo San Giorgio a Pordenone, sabato 17 settembre. I protagonisti dell’evento erano i giornalisti Ilvo Diamanti e Marino Niola. Il primo ha parlato del suo libro “Password”, mentre il secondo del suo libro “Hashtag: cronache di un paese connesso”. In comune, questi libri hanno la comunicazione. I titoli ce lo fanno capire. Si tratta di comunicazione sintetica. Una caratteristica che non accomuna solo questi due libri, ma anche il modo di scrivere dei rispettivi autori. Il giornalismo e i limiti di battute degli articoli di giornale, a detta di Niola, lo hanno modellato, lo hanno cambiato. Forse ciò vale anche per Diamanti. Infatti il modo di scrivere di questi due autori è simile, da un certo punto di vista. Diamanti – ed è famoso per questo, e da alcuni criticato – spezza i periodi. Anzi no, non li spezza. Li frantuma in mille pezzi, armato di punto. Niola, allo stesso tempo, è passato da periodo lunghi, liberi, in cui lasciava andare i suoi pensieri, ad articoli di 1380 battute.

Dopo questa introduzione, con la quale il moderatore ha presentato gli autori al pubblico di Pordenone, Diamanti ha parlato di confini (non solo da un punto di vista geografico, come si potrebbe pensare), mentre Niola ha parlato di cibo e della sua influenza sulla società. In apparenza due argomenti diversi, in pratica due argomenti sviluppati in modo tale da renderli più vicini di quanto paiono.

I confini sono l’ambiente dove siamo cresciuti, i nostri valori, le nostre convinzioni. I confini ci definiscono. Con i confini ci identifichiamo. Con i confini siamo. Oggi però, secondo il sociologo piemontese, sempre più persone stanno perdendo parte dei loro confini. Le statistiche, infatti, sono chiare. Un esempio: sempre più persone negli ultimi anni cambiano orientamento politico. Nove persone su dieci, al contrario, non cambiano squadra di calcio. Un bianconero rimane tale per tutta la vita. Un nerazzuro lo stesso. E così via. L’identità decisa ed immutabile di cinquant’anni fa sta svanendo. Con l’eccezione del calcio. Peculiarità soprattutto italiana.

I confini scemano e vengono sostituiti dal culto del cibo. Di questo ha parlato Marino Niola. Ovunque parliamo di cibo. Al ristorante lo fotografiamo e subito lo postiamo su Facebook. Tre minuti per condivide via web il nostro piatto di spaghetti. “Tre minuti fatali per la consistenza degli spaghetti” – ironizza Niola. In TV veniamo rapiti da talent e serie come Masterchef e Cucine da incubo. E per imparare – pensare di imparare – a cucinare guardiamo Benedetta Parodi o Antonella Clerici. Niola riassume in una frase il tutto: “Siamo passati dal culto di Dio al culto del Bio”. Sì, perché non si tratta solo di cibo in generale. In particolare si tratta di cibo biologico, senza glutine, senza zuccheri, senza conservanti, senza olio di palma. Senza. Cibo senza. Appena cinquant’anni fa le mamme compravano ai figli cibo più abbondante possibile, che contenesse più cose al suo interno (le merendine glutinate sono solo un esempio).  Merendine con l’aggiunta di glutine. Lo stesso glutine sentenziato “killer” oggigiorno. Quando si aveva fame per davvero accadeva ciò. Ora che vera fame non ne abbiamo, togliamo gli ingredienti “assassini”.

I confini sono sempre meno, il cibo occupa il loro posto. Ilvo Diamanti e Marino Niola hanno fatto assaggiare parte dei loro libri. Libri che sono più collegati e vicini di quanto sembra: per lo stile, per la visione della realtà. “Dimmi come comunichi e ti dirò chi sei”: la comunicazione come metro di giudizio del carattere, della personalità di una persona. Nel loro caso una comunicazione sintetica, che va al sodo, giornalistica. Quindi, a mio parere, una mente pragmatica. Si è ben visto da come hanno trattato questi argomenti.

Autore: Michele Grotto

Michele Grotto sogna un mondo in cui l’intelligenza emotiva e la comunicazione efficace con se stessi e con gli altri siano abilità accessibili a tutti, in quanto fondamentali, basilari e utilissime in qualsiasi ambito della nostra vita. Sin da giovanissimo, Michele si è reso conto dei limiti del sistema scolastico riguardanti soprattutto quelle importanti abilità trasversali – soft skills – che possono fare davvero la differenza nella nostra vita. Dal lavoro alla gestione delle emozioni, passando ovviamente per le relazioni personali. Michele, grazie alla sua instancabile curiosità per ogni cosa (tanti, infatti, i suoi hobby: il calcio, il tennis, poi le lezioni di chitarra, i corsi di fotografia e quelli di scrittura, e così via), aveva toccato con mano queste nozioni trasversali con la lettura di diversi libri già ai tempi delle scuole medie. In ogni caso, si trattava di una conoscenza un po’ fine a se stessa, non abbastanza approfondita e poco messa in pratica. È proprio per questo motivo che Michele, all’età di soli 18 anni, ha subito deciso di intraprendere un percorso di formazione extra-scolastico in grado di fornirgli tutte queste utili nozioni orizzontali, per poter accompagnare al meglio le nozioni verticali, ovvero specifiche, che aveva imparato al liceo e che avrebbe imparato, di lì a breve, all’università. In questo modo, Michele ha appreso importanti abilità pratiche nel campo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), del coaching e dell’intelligenza linguistica direttamente dai più grandi esperti di livello nazionale ed internazionale. Inoltre, durante questo percorso di formazione, Michele ha incontrato e conosciuto Marco, con il quale poi ha deciso di creare il blog “Catena di Pensaggio” Ora Michele ha 19 anni e studia ‘Philosophy, International and Economic Studies’, un corso di laurea interdisciplinare interamente insegnato in inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. In più, è già Master Practitioner in PNL, è Licensed NLP Life Coach ed è iscritto all’Associazione Professionale Nazionale del Coaching.

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