In memory of the massacre of Paris and of all the other massacres we usually don’t remember. Are deaths all equal?

A year ago we had a moment of silence in memory of the victims of Paris. Did we have a moment of silence for those innocents who die everyday all over the world because of (our) war? Why not? Aren’t deaths all equal?

Paris, 11/13/2015. Dealing with numbers is useless. Numbers can give us the idea of what happened, but with numbers we remain on the surface and we don’t go beyond news. Numbers represent people and, in a way or in another, they also hide them. As a consequence of this, those people sink into oblivion.

A year ago Paris was the victim of a massacre and the only thing that the newscast can remind us about that tragic event is the number of deaths.

We are living our lives like tightrope walkers, performing for the first time. Inexperienced. So at any moment we could fall down. Or, maybe, someone could make us fall down.We are living our everyday life unaware of what could happen to us and unaware of how precious is life. We live in order to try to complete our tasks and literally to run after our deadlines. While we don’t know actually when our last deadline will take place.

Today I remember that during that horrific night the world seemed to me a battlefield, whose trenches were situated everything: a supermarket, a theatre, an airport and so on. A battle in which neither civilians nor warriors win. Nobody wins. Everybody dies.

According to the majority of people, that battlefield is just a memory, namely something which doesn’t exist anymore, except in our minds. It’s wrong: everyday, for instance in Middle East, many innocents die. The Problem (with capital “P”) is that the death of an innocent person in Middle East, in Nigeria or in North Africa doesn’t strike us as a death in Paris. We are not accustomed to a bomb in the centre of Paris, London or Madrid.
If our heart reacted to a death in Middle East as it reacts to the news of the attack to Paris, maybe the world would be a better place for everybody. Are deaths all equal? They should, but unfortunately for may people they aren’t.
I’d like to end this post with a short quotation I read some months ago: “If we had a moment of silence for the victims of Paris, then for Syria the whole mankind should stop talking for eternity.”

Autore: Michele Grotto

Michele Grotto sogna un mondo in cui l’intelligenza emotiva e la comunicazione efficace con se stessi e con gli altri siano abilità accessibili a tutti, in quanto fondamentali, basilari e utilissime in qualsiasi ambito della nostra vita. Sin da giovanissimo, Michele si è reso conto dei limiti del sistema scolastico riguardanti soprattutto quelle importanti abilità trasversali – soft skills – che possono fare davvero la differenza nella nostra vita. Dal lavoro alla gestione delle emozioni, passando ovviamente per le relazioni personali. Michele, grazie alla sua instancabile curiosità per ogni cosa (tanti, infatti, i suoi hobby: il calcio, il tennis, poi le lezioni di chitarra, i corsi di fotografia e quelli di scrittura, e così via), aveva toccato con mano queste nozioni trasversali con la lettura di diversi libri già ai tempi delle scuole medie. In ogni caso, si trattava di una conoscenza un po’ fine a se stessa, non abbastanza approfondita e poco messa in pratica. È proprio per questo motivo che Michele, all’età di soli 18 anni, ha subito deciso di intraprendere un percorso di formazione extra-scolastico in grado di fornirgli tutte queste utili nozioni orizzontali, per poter accompagnare al meglio le nozioni verticali, ovvero specifiche, che aveva imparato al liceo e che avrebbe imparato, di lì a breve, all’università. In questo modo, Michele ha appreso importanti abilità pratiche nel campo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), del coaching e dell’intelligenza linguistica direttamente dai più grandi esperti di livello nazionale ed internazionale. Inoltre, durante questo percorso di formazione, Michele ha incontrato e conosciuto Marco, con il quale poi ha deciso di creare il blog “Catena di Pensaggio” Ora Michele ha 19 anni e studia ‘Philosophy, International and Economic Studies’, un corso di laurea interdisciplinare interamente insegnato in inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. In più, è già Master Practitioner in PNL, è Licensed NLP Life Coach ed è iscritto all’Associazione Professionale Nazionale del Coaching.

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