I buoni propositi per l’anno nuovo basteranno?

Qual è il tuo rapporto con i ‘buoni propositi’ di inizio anno nuovo? Ecco perché i ‘buoni propositi’ e i risultati non vanno d’accordo…

“Hai fatto i buoni propositi per l’anno nuovo?”

Sono davvero utili i propositi per l’anno nuovo? Te lo sei mai chiesto? Forse. Dipende. Non è tanto il ‘cosa‘ ci proponiamo di fare nell’anno nuovo a fare la differenza, bensì il ‘come‘ facciamo questi benedetti buoni propositi. Vuoi cambiare lavoro, diventare un astronauta e andare su Marte? Penso proprio non ti basterà un anno… Ecco, quello che voglio dire è che questi buoni propositi tante volte rimangono tali. Cioè, a fine anno, rimangono solo dei buoni propositi, e nient’altro.

Sono davvero utili i propositi per l’anno nuovo? Solo se i tuoi ‘buoni propositi’ diventano realtà. Sembra una risposta ovvia, lo so. In realtà non è così banale.

Per alcuni stilare la lista dei buoni propositi è entusiasmante, eccitante e sfidante. Altri, invece, non credono ai ‘buoni propositi‘ di inizio anno e, quindi, non li fanno. Altri ancora non si sono mai posti il problema. Chi ha ragione, secondo te? Molte volte nessuno dei tre. Infatti spesso capita che in tutti e tre i casi il risultato sia lo stesso: nessun risultato ottenuto. Nel primo caso l’entusiasmo pian piano svanisce e la motivazione risulta essere troppo debole per ritrovare la giusta carica. Nel secondo caso e nel terzo, a volte, non interrogarsi sui propri desideri e sogni fa rimanere fermi nella propria situazione attuale, senza alcun risultato positivo. Nessun cambiamento.

Ti ci rivedi? Ti è mai capitato di non raggiungere i tuoi ‘buoni propositi‘? Ti è mai capitato di rimandare l’inizio della dieta sempre al lunedì successivo? E di rimandare l’iscrizione alla palestra? E quel tuo progetto a cui tieni così tanto e che continui a procrastinare perché hai “poco tempo”? Questi sono solo alcuni dei tanti esempi di buoni propositi‘ che non si trasformano in ‘eccellenti risultati.

Il limite dei ‘buoni propositi‘ è che sono solo dei propositi. Che vuoi che ci faccia con dei propositi che poi vengono scaraventati via dal perfezionismo, dall’ansia, dalla paura, dalle prime difficoltà per rientrare nella mia comoda, morbida, calda, accogliente comfort – zone? Se voglio dei risultati, allora necessito degli obiettivi e non dei deboli propositi. E un obiettivo deve essere raggiungibile (sii realista…), deve avere un termine ultimo entro cui deve essere raggiunto, deve essere eccitante e sfidante, deve essere motivante al punto da far superare le prime difficoltà che inevitabilmente si incontrano nella propria strada. Un obiettivo non è un ‘buon proposito’.

Buon 2017 a chi ha la testa piena di sogni, a chi vuole cambiare in positivo ed ha un sacco di obiettivi, a chi sta passando un periodo un po’ buio o stressante per il lavoro o la famiglia, a chi vuole cambiare, a chi vuole sempre migliorare, a chi è convinto di aver perso le speranze. Qualunque sia la situazione che stai vivendo, ti auguro di raggiungere i tuoi più ambiziosi obiettivi. Buon anno!

Autore: Michele Grotto

Michele Grotto sogna un mondo in cui l’intelligenza emotiva e la comunicazione efficace con se stessi e con gli altri siano abilità accessibili a tutti, in quanto fondamentali, basilari e utilissime in qualsiasi ambito della nostra vita. Sin da giovanissimo, Michele si è reso conto dei limiti del sistema scolastico riguardanti soprattutto quelle importanti abilità trasversali – soft skills – che possono fare davvero la differenza nella nostra vita. Dal lavoro alla gestione delle emozioni, passando ovviamente per le relazioni personali. Michele, grazie alla sua instancabile curiosità per ogni cosa (tanti, infatti, i suoi hobby: il calcio, il tennis, poi le lezioni di chitarra, i corsi di fotografia e quelli di scrittura, e così via), aveva toccato con mano queste nozioni trasversali con la lettura di diversi libri già ai tempi delle scuole medie. In ogni caso, si trattava di una conoscenza un po’ fine a se stessa, non abbastanza approfondita e poco messa in pratica. È proprio per questo motivo che Michele, all’età di soli 18 anni, ha subito deciso di intraprendere un percorso di formazione extra-scolastico in grado di fornirgli tutte queste utili nozioni orizzontali, per poter accompagnare al meglio le nozioni verticali, ovvero specifiche, che aveva imparato al liceo e che avrebbe imparato, di lì a breve, all’università. In questo modo, Michele ha appreso importanti abilità pratiche nel campo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), del coaching e dell’intelligenza linguistica direttamente dai più grandi esperti di livello nazionale ed internazionale. Inoltre, durante questo percorso di formazione, Michele ha incontrato e conosciuto Marco, con il quale poi ha deciso di creare il blog “Catena di Pensaggio” Ora Michele ha 19 anni e studia ‘Philosophy, International and Economic Studies’, un corso di laurea interdisciplinare interamente insegnato in inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. In più, è già Master Practitioner in PNL, è Licensed NLP Life Coach ed è iscritto all’Associazione Professionale Nazionale del Coaching.

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