Settimana di fuoco e giaccio in Italia

Due eventi, due storie, due tragedie e due cose in comune: la speranza e… gli eroi.

La settimana scorsa è stata caratterizzata da due eventi e due storie che non dimenticheremo facilmente.

Da un lato il sisma in centro Italia – storia che purtroppo abbiamo già vissuto più volte negli ultimi mesi – e il disastro dell’hotel di Rigopiano e dall’altro l’autobus ungherese in fiamme che ha causato la morte di sedici ragazzi durante il viaggio di ritorno da una gita scolastica in Francia.

Ciò che accomuna queste due tragedie sono la speranza e gli eroi. E’ così che voglio chiamarli: eroi.

In centro Italia gli eroi – come altre volte è già accaduto – sono stati i vigili del fuoco e tutti coloro che hanno lottato e lottano tuttora, armati di speranza, per salvare vite. La stessa speranza che ha spinto il professore di educazione fisica a entrare e rientrare in quell’autobus infuocato, tirando fuori più ragazzi possibili e sperando (purtroppo invano), nel profondo del suo cuore, di riuscire a salvare anche i suoi due figli, anch’essi fra i sedili di quell’autobus.

Tanta speranza, ma poco tempo.

Tutti quei secondi che per gli studenti fra le fiamme sono sembrati un’eternità, tuttavia per il professore ungherese sono stati troppo pochi per permettergli di salvare tutti i suoi studenti e i suoi due figli.

Tutte quelle ore (ormai giorni) che per coloro che sono rimasti in ostaggio della neve nell’hotel di Rigopiano sono sembrate interminabili, per i loro eroi, invece, sono sembrate fuggire via troppo velocemente, in un conto alla rovescia terrificante e folgorante.

Una settimana, quella appena passata, che ricorderò a lungo. Voglio guardare il “bicchiere mezzo pieno” e voglio ricordarla per il coraggio, i valori e lo spirito che hanno portato queste persone a comportarsi da eroisuper-viventi. Perché non serve indossare una calzamaglia con una “S” stampata sul petto per essere supereroi.

Autore: Michele Grotto

Michele Grotto sogna un mondo in cui l’intelligenza emotiva e la comunicazione efficace con se stessi e con gli altri siano abilità accessibili a tutti, in quanto fondamentali, basilari e utilissime in qualsiasi ambito della nostra vita. Sin da giovanissimo, Michele si è reso conto dei limiti del sistema scolastico riguardanti soprattutto quelle importanti abilità trasversali – soft skills – che possono fare davvero la differenza nella nostra vita. Dal lavoro alla gestione delle emozioni, passando ovviamente per le relazioni personali. Michele, grazie alla sua instancabile curiosità per ogni cosa (tanti, infatti, i suoi hobby: il calcio, il tennis, poi le lezioni di chitarra, i corsi di fotografia e quelli di scrittura, e così via), aveva toccato con mano queste nozioni trasversali con la lettura di diversi libri già ai tempi delle scuole medie. In ogni caso, si trattava di una conoscenza un po’ fine a se stessa, non abbastanza approfondita e poco messa in pratica. È proprio per questo motivo che Michele, all’età di soli 18 anni, ha subito deciso di intraprendere un percorso di formazione extra-scolastico in grado di fornirgli tutte queste utili nozioni orizzontali, per poter accompagnare al meglio le nozioni verticali, ovvero specifiche, che aveva imparato al liceo e che avrebbe imparato, di lì a breve, all’università. In questo modo, Michele ha appreso importanti abilità pratiche nel campo della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), del coaching e dell’intelligenza linguistica direttamente dai più grandi esperti di livello nazionale ed internazionale. Inoltre, durante questo percorso di formazione, Michele ha incontrato e conosciuto Marco, con il quale poi ha deciso di creare il blog “Catena di Pensaggio” Ora Michele ha 19 anni e studia ‘Philosophy, International and Economic Studies’, un corso di laurea interdisciplinare interamente insegnato in inglese all’Università Ca’ Foscari di Venezia. In più, è già Master Practitioner in PNL, è Licensed NLP Life Coach ed è iscritto all’Associazione Professionale Nazionale del Coaching.

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