Nokia 3310, un passo verso il presente

La produzione del nuovo Nokia 3310 da parte della start-up finlandese HMD Global ha suscitato scalpore fra gli utenti dei social, sia fra i nostalgici che fra i più progressisti. Ciò che i più affermano è che sia solo un ritorno ingiustificato al passato, una regressione senza senso. La mia visione è un po’ diversa.
Il prezzo di lancio del Nokia 3310 sarà di 49€ – prezzo ben al di sotto della media, date le caratteristiche del dispositivo. Infatti stiamo parlando di un telefono che, sebbene sia dotato di 22 ore di autonomia in uso e fino a un mese in stand-by, ha una “velocità” di connessione 2.5G e soli 2 Mpx di fotocamera. 

Insomma, una connessione lenta in un mondo spedito verso il futuro e agilmente interconnesso. In più, 2 megapixel in un pianeta di feroci smartphone dotati di fotocamera da 16, 20, 41 megapixel. E i selfie? Oddio, che faremo senza selfie da postare sui social? 

È proprio questo il punto. Una connessione lenta e una fotocamera a bassa risoluzione sono gli ingredienti principali per tornare a quindici anni fa. Il nuovo Nokia 3310 non è roba solo da collezionisti e nostalgici, tutt’altro. È adatto a chi vive con lo smartphone ultra-connesso. O vive per lo smartphone. O vive grazie allo smartphone. Perché magari senza di esso rimarrebbe tagliato fuori dal mondo e dal lavoro. Perché senza non può lavorare. Ed è anche normale, nel 2017. D’altronde stiamo parlando di dispositivi potenzialmente utilissimi.

Oggi siamo talmente appiccicati al nostro smartphone e connessi a un mondo virtuale che riuscire a vivere senza internet e dispositivi elettronici risulta una vera sfida. Chi di noi dorme con lo Smartphone acceso accanto al letto, sul comodino, o addirittura sul letto stesso? Tantissimi, la maggioranza sicuramente. Ormai è una parte del nostro corpo.

Quindi quello che voglio dire è che la ri-produzione del Nokia 3310 non è un semplice e banale ritorno al passato. È un (mezzo) ritorno offline. E, infatti, è stato definito come uno strumento di disintossicazione digitale e un telefono da vacanze. Per staccare la spina e tornare a vivere un po’ di più il presente, almeno durante le vacanze.

La generazione web e le “FAST NEWS”

Le influenze negative dei social network sulla ‘generazione web’: i webeti di E. Mentana, le “fast news” e le bufale

Senza dubbio internet e in particolare i social network hanno cambiato la nostra vita. Per tanti versi in positivo. Basta pensare a come è facile, oggigiorno, tenersi in contatto con persone che vivono dall’altra parte del mondo, pubblicizzare la propria azienda, informarsi e rimanere aggiornato sulle notizie dell’ultimo minuto oppure conoscere altri punti di vista leggendo più opinioni su un certo evento o su un certo tema, magari attraverso un blog. Sono solo alcune delle inestimabili conseguenze positive dell’avvento di internet.
Tuttavia ci sono anche conseguenze negative. Una di queste, cioè quella su cui voglio soffermarmi in questo post, è che la mia generazione, che vive da protagonista l’epoca dei social, è talmente immersa in questa “dimensione social” che i veri rapporti umani vengono meno. Non solo, ma, oltre ai rapporti umani, vengono meno anche i rapporti fra se stessi e il presente. 
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